CONTRO LA DERMATITE ATOPICA...FAI TRIS!

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Breve panoramica delle terapie contro la dermatite atopica, da abbinare sempre all’idratazione della pelle e allaprotezione dagli allergeni.

Il numero perfetto nella cura della dermatite atopica è il tre.

L’approccio terapeutico al prurito, alla secchezza e alle lesioni cutanee della malattia prevede la sinergica combinazione di diversi elementi:
  • Dalla idratazione, detersione e ricostruzione della pelle con prodotti dermocosmetici idonei
  • Da una somministrazione topica e/o sistemica, laddove necessario, di farmaci mirati
  • Dalla riduzione dell’esposizione agli allergeni responsabili dell’insorgenza della a dermatite

La corretta detersione, idratazione e protezione

Parte da qui l’approccio giusto alla dermatite atopica. Infatti la detersione e l’idratazione della pelle sono il primo passo, efficace, per tenere sotto controllo il disturbo e la sintomatologia correlata.

Cominciamo dall’igiene personale, dal bagno in particolare. Ci sono alcune regole essenziali da rispettare: ovvero gli ammolli in acqua dolce non devono essere troppo lunghi né eccessivamente caldi perché seccano e surriscaldano la pelle; meglio scegliere invece una doccia o un bagno rapidi e tiepidi, soprattutto se a soffrire di dermatite è la pelle di un bambino. Ideali sono i sali da bagno specifici per la pelle atopica, che aiutano a remineralizzare e purificare la cute.

Fa la differenza anche il detergente utilizzato: innanzitutto occorre massaggiare, e mai strofinare, la pelle con prodotti che abbiano un pH debolmente acido (tra 5 e 6), cioè rispettoso di quello della pelle, che non siano profumati o eccessivamente schiumogeni per evitare che possano irritare la pelle o rovinare l’equilibrio del film idrolipidico, la nostra barriera cutanea, stimolando il prurito o la secchezza. Fondamentale che siano privi di SLS e SLES, due tensioattivi troppo aggressivi.

Dopo il bagno parte la seconda azione che apporta benefici alla pelle: l’idratazione con creme emollienti adeguate, che ne riducano la secchezza. Oltre agli ingredienti emollienti è indispensabile che le creme scelte contengano elementi lenitivi del rossore e del prurito.

Ma è tutta fatica sprecata se poi, dopo essersi massaggiati dappertutto, si indossano capi di abbigliamento, direttamente a contatto con la pelle, in lana o tessuti sintetici che hanno un effetto irritante! Molto meglio il morbido cotone o il lino.

Farmaci: come, quando e perché

In parallelo alla detersione, e in generale a una buona dose quotidiana di coccole alla pelle, c’è la terapia farmacologia. Ad oggi non esiste una cura definitiva per la dermatite atopica, ma differenti opzioni terapeutiche consentono di creare trattamenti su misura, che tengano conto dell’età della persona, dell’intensità dei sintomi e della qualità di vita.

Ecco perché è fondamentale che mamma e papà sottopongano i piccoli a visite medico specialistiche al fine di adattare la terapia in funzione della risposta cutanea. Ricordiamo, infatti, che la dermatite atopica è una malattia a forte prevalenza pediatrica.

Il primo approccio farmacologico è solitamente topico. Consiste cioè nell’applicazione di creme direttamente sulla pelle, di norma a base di cortisone che hanno effetto antinfiammatorio e pomate antistaminiche utili a ridurre il prurito. La raccomandazione per mamma e papà è di non interrompere mai di botto la terapia cortisonica, sia locale che per bocca, per non scatenare importanti effetti collaterali, ma di scalare il dosaggio in maniera graduale seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico.

I farmaci topici vanno applicati dopo aver ben idratato la pelle, mentre nel caso in cui sia presente una sovra infezione è indicata l'applicazione anche di antibiotici o antimicotici, sempre e solo dietro prescrizione medica.

La terapia sistemica prevede invece la somministrazione di farmaci per bocca. Essi possono comprendere degli immunomodulatori, ovvero dei farmaci capaci di agire sul sistema immunitario, riducendone l’attività, oppure principi attivi alternativi al cortisone, quali tacrolimus e pimecrolimus che riducono la secchezza e il prurito senza effetti collaterali considerevoli. Tali terapie devono sempre essere concordate e prescritte dal medico curante.

Nei casi gravi di dermatite atopica, si ricorre al cortisone per bocca che agisce rapidamente, ma che deve essere somministrato solo a cicli e per brevi periodi, sempre con l’accordo e la prescrizione del medico o dello specialista che ha in cura il paziente.

Gli antistaminici sistemici sono efficaci solo per attenuare il prurito mentre gli antibiotici e gli antimicotici sono indicati quando è presente una sovra infezione. Per evitare l'uso cronico degli antibiotici, oggi sono disponibili tessuti tecnologici, la cui particolarità è di avere fibre contenenti agenti antimicromibici e antibatterici in grado di contrastare l’azione del battere S. Aureus, ritenuto fra i responsabili della dermatite, migliorandone la sintomatologia.
 Tra innovazione e futuro

La ricerca terapeutica non si ferma mai, e tra le ultime linee di cura della dermatite atopica propone alcuni farmaci biologici (tituximab, efalizumab, omalizumab, mepolizumab) studiati sul meccanismo di azione di varie citochine, ovvero delle molecole proteiche, che controllano la malattia.

In caso di malattia piuttosto estesa, fra le soluzioni più innovative vi è la fototerapia UVA1 e UVB a banda stretta, sebbene i benefici possano variare da persona a persona.  

Ancora fra le ultime frontiere terapeutiche, questa volta al naturale, vi è un principio attivo estratto dal girasole che agisce penetrando nelle cellule della cute ed integrandosi nei meccanismi che controllano l’insorgenza e la gravità delle irritazioni cutanee.

Infine, non ultimo, anzi in primis, si raccomanda l’uso dei probiotici. Secondo le linee guida internazionali dell'Organizzazione Mondiale per le Allergie, la somministrazione di probiotici in gravidanza, durante l'allattamento e al bambino dopo la nascita, sarebbe in grado di ridurre nel nascituro, specie se ad alto rischio perché figlio di genitori atopici, fino al 50% le probabilità di sviluppare allergie (in particolare l'eczema, ma anche allergie alimentari e respiratorie).

La dietoterapia

Contro la dermatite atopica serve attenzione anche a tavola. Sembra infatti che una alimentazione corretta, sana e bilanciata, di tipo mediterraneo che preveda dunque molta frutta e verdura che apportano vitamine e sali minerali, pesce, grassi vegetali, fibre e cereali possa contribuire a proteggere la pelle dall’insorgenza della dermatite.

Infine non va trascurata una adeguata idratazione: molta acqua e poche bevande zuccherate sono ciò che chiede la pelle assetata di liquidi.

La cura della cute

Ciò che è stato spiegato poche righe sopra, riguardo la cura della pelle delicata di chi soffre di Dermatite Atopica, resta comunque una pratica che dovrebbe entrare nella quotidianità di chi ha questi problemi di pelle.La costanza nell’attuare questi semplici gesti può cambiare davvero la vostra vita o quella del vostro caro affetto da questa fastidiosa patologia.
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