DERMATITE ATOPICA: LA CHIAVE STA NELL’IDRATAZIONE

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Per tenere alla larga le allergie e il prurito tipico della dermatite atopica bisogna idratare la pelle. Detergerla. Proteggerla. Ecco le tre fasi del percorso Laevia. La pelle atopica va trattata come un oggetto estremamente delicato e prezioso. Laevia sa come prendersene cura.
Pelle sana contro pelle atopica
La pelle sana contiene al suo interno una certa quantità di grassi (Ceramidi) che tengono insieme le sue cellule e le consentono di assolvere al suo prezioso compito, che è quello di trattenere acqua e Sali minerali così da impedire l’ingresso di agenti esterni come funghi, batteri e allergeni.

La pelle affetta da dermatite atopica ha molti meno grassi di quella sana e, proprio per questo, ha un effetto protettivo ridotto, è più secca perché trattiene meno acqua e lascia penetrare più facilmente gli agenti nocivi e gli allergeni.

Scudo cutaneo danneggiato, allergia in agguato
Per aumentare l’efficacia della barriera cutanea e scongiurare il rischio di allergie, chi soffre di dermatite atopica dovrebbe tenere il più possibile idratata la pelle. Il consiglio non è campato per aria: si calcola, infatti, che le persone con la barriera cutanea danneggiata abbiano un rischio da 3 a 6 volte maggiore rispetto agli altri di diventare allergici!

E che dire di quel prurito da impazzire…
Già, il prurito: fastidioso, incontenibile, che toglie il sonno e il buonumore. Chi soffre di dermatite atopica conosce bene questo disagio e sperimenta periodicamente la voglia irrefrenabile di grattarsi sapendo che, alla fine, il sollievo sarà solo apparente e di breve durata. Anche in questo caso, l’idratazione è la mossa vincente. Ci sono i farmaci specifici, certo, ma senza un attacco su più fronti non si va lontano. Per lenire il prurito, occorre mantenere la pelle idratata.

Senza idratazione sono guai. E allora via libera ai trattamenti specifici!
Senza un’idratazione profonda la pelle atopica si ribella, si secca e si riempie di macchie sul viso, sul tronco, dietro alle orecchie, sul cuoio capelluto, sulle pieghe delle gambe e delle braccia, sul dorso delle mani e dei piedi. Segno che bisogna correre ai ripari con una benefica quanto piacevole routine che consenta di:
Fase 1Reintegrare i sali minerali che la barriera danneggiata non è stata in grado di trattenere
Fase 2Detergere delicatamente
Fase 3Riparare la cute alleviando la sensazione di prurito e il rossore


Una pratica, quella dell’idratazione, che deve essere quotidiana
La regolarità è il fattore chiave nella gestione della pelle con dermatite atopica. Il trattamento con detergenti delicati e creme emollienti specifiche deve essere seguito anche nei periodi di remissione, perché comunque la cute rimane fragile, esposta a fattori irritanti e a rischio di desquamazioni e screpolature. In questo modo, sarà possibile prolungare il periodo di benessere tra una riacutizzazione e l’altra. Parola d’ordine: costanza.
Fase 1: l’idratazione comincia immergendosi in acqua e Sali da bagno
Quello del bagno è un momento importante per la pelle atopica e l’idratazione comincia proprio qui. Non può durare troppo, bastano 10 o 15 minuti due o tre volte alla settimana, e l’acqua va arricchita con Sali da Bagno Laevia, ricchi di Cloruro di Magnesio, Cloruro di Sodio, Allantoina e Urea: hanno un effetto idratante e aiutano la fuoriuscita delle tossine dalla pelle. Così la cute si remineralizza e si purifica.
La temperatura ideale dell’acqua? Tra i 32° e i 34°. Il troppo caldo aumenterebbe infatti la secchezza e riaccenderebbe l'infiammazione.

Fase 2: l’idratazione prosegue detergendosi delicatamente
La pelle atopica va lavata in modo dolce, con il BagnoDoccia o l’Olio Detergente Laevia: consentono di eliminare agenti irritanti, batteri e allergeni senza indebolire il film idrolipidico che protegge la cute.

Guanto o spugna? Nessuno dei due perché potrebbero irritare la pelle. Molto meglio le mani nude che sono molto più delicate e pulite.
E dopo essere usciti dall’acqua? Bisogna asciugarsi bene senza frizionare la pelle, ma tamponarla delicatamente.

Fase 3: l’idratazione si conclude con crema e massaggio
La pelle atopica ha sete, e la crema emolliente e lenitiva Laevia è la sua fonte di idratazione. Ricca di Ceramide3, Acido Jaluronico, Vitamina E, Glicerina Vegetale, Pantenolo, Acido Glicirretico, Bisabololo e Olio di Vinaccioli dell’Uva, va cosparsa su tutto il corpo e maggiormente nelle aree critiche per ripristinare l’effetto barriera della pelle e al tempo stesso calmare il rossore e la sensazione di prurito La crema, specie nei piccoli, svolge un’azione rilassante sulla pelle.

Quale crema utilizzare? La Crema Magra Laevia per la Dermatite Atopica a rapido assorbimento è indicata per i periodi caldi. La Crema Grassa Laevia per la Dermatite Atopica, più ricca e nutriente, è indicata per i periodi freddi.

Quanta crema utilizzare? Per sapere la dose giusta da applicare ci si può rifare al “trucco” della Finger Tip Unit: per coprire una superfice grande come il palmo di una mano va applicata la quantità di crema che può stare sulla prima falange del dito indice del palmo della stessa mano.

Come applicare la crema? Con morbidezza, cioè con la punta delle dita, entro pochi minuti dal termine del bagno, ripetendo l’incrematura anche due o tre volte al giorno.
Soluzioni Laevia per dermatite atopica: la chiave sta nell’idratazione